Sun supporterà MySQL su Linux

Sun Microsystems rimette la “L” in LAMP, con progetti che prevedono il supporto ai clienti Linux che utilizzano lo stack open source formato da Apache, MySQL e PHP.

L’azienda ha annunciato che prevede il supporto a pagamento di livello enterprise per AMP su Linux nel quarto quarto del 2008, in aggiunta al supporto sulla propria piattaforma favorita, ovviamente, Solaris. Il supporto AMP su Solaris è atteso in questo quarto.

I costi devono ancora essere determinati, e seguono il lancio nel febbraio 2007 di Solaris + AMP che ha visto Sun supportare AMP su Solaris negli ambienti di sviluppo. Joe McCabe, product manager di Sun per il web, ha dichiarato che Sun prevedeva di supportare gli altri sistemi operativi che eseguono la piattaforma AMP. Anche Windows è attualmente previsto.

Nonostante Sun preferisca che i propri clienti utilizzino AMP su Solaris, il concetto è che Sun offre ugualmente supporto per chi utilizza AMP su sistemi operativi concorrenti.

Sun ha anche annunciato nel frattempo il rilascio in open source delle componenti core del suo Java System Web Server 7.0 e delle Java System Web Proxy technologies sotto licenza BSD, da inserire nel sottoprogetto Web Sack della sua community OpenSolaris. Il codice verrà rilasciato nel terzo quarto.

Articolo originale su The Register

AdvFS diventa Open Source

AdvFS FileSystem DesignCome riportato oggi da svariati siti di news, HP ha deciso di rendere open source il filesystem AdvFS (Advanced FileSystem) di Tru64 UNIX. I sorgenti resi disponibili si trovano su Sourceforge, con licenza GPLv2.

Come riporta Punto Informatico, AdvFS è un file system journaled, ad elevate prestazioni, basato su strutture dinamiche che consentono agli amministratori di gestire il file system – incluse le operazioni di ridimensionamento, riconfigurazione e generazione degli snapshot – “al volo”, senza cioè la necessità di interrompere il servizio e chiudere le applicazioni. Oltre a ciò, AdvFS supporta sistemi di storage multi-device, bilanciamento dinamico dei file e dello spazio libero, e deframmentazione on demand o in background.

HP dichiara che AdvFS è molto avanzato rispetto agli attuali filesystems disponibili in Linux, e non nasconde l’ambizione di vederlo diventare il nuovo filesystem principale per lo Unix open source, con il supporto della comunità degli sviluppatori.

AdvFS ha molti anni di vita alle sue spalle, essendo stato ereditato da HP a seguito della fusione con Compaq, che lo aveva a sua volta ereditato da Digital Equipment Corporation nel 1998. La sua anzianità non deve però farlo erroneamente considerare obsoleto. Si tratta sicuramente di uno dei filesystem più avanzati attualmente esistenti. In effetti esso costituiva uno degli elementi core più importanti di Tru64 UNIX, insieme alla tecnologia TruCluster. Per lungo tempo le roadmap di sviluppo di HP avevano contemplato il porting di queste due tecnologie su HP-UX, ma poi fu deciso, con estremo disappunto di sviluppatori e clienti, di abbandonare l’operazione in favore di prodotti Veritas.

Alcuni analisti malignamente dichiarano che il rilascio al pubblico di questi sorgenti è dovuto alla consapevolezza da parte di HP che il proprio Unix non ha più futuro come prodotto commerciale. Ma chi conosce meglio la storia che c’è alle spalle sa che HP non ha mai considerato Tru64 UNIX come prodotto di punta, e ne ha già annunciato da tempo la dismissione proponendo ai propri clienti la migrazione ad HP-UX. Il prodotto Unix di punta dell’offerta HP è appunto HP-UX e su di esso si concentrano gli sforzi di sviluppo e di marketing. Purtroppo, aggiungiamo noi, dato che Tru64 UNIX era uno Unix praticamente perfetto.

Aggiornamento su SCO

Giusto per tenervi aggiornati riguardo alla vicenda “SCO contro tutti”, riportiamo un articolo di TuxJournal sulle recenti dichiarazioni del CEO di SCO, Darl McBride, che continua a fare dichiarazioni ad effetto nonostante SCO sia stata condannata ed abbia perso su tutta la linea. Egli dichiara che “Linux è una copia di Unix“.

Bella scoperta, aggiungiamo noi! E’ un sistema operativo Unix-like, essere copia di Unix è il suo stesso motivo di esistere. Ciò che importa è che questa copiatura sia avvenuta rispettando le regole e le proprietà intellettuali, cosa che i giudici hanno riconosciuto ufficialmente.

Linux da forza ad HP-UX

La nuova release di HP-UX 11i v3 (codename Versatility) si presenta al pubblico come una sfida agli altri Unix flavours mentre sia Linux che Windows continuano a crescere. Anche se HP-UX compete contro Linux, coopera con esso almeno in un’area critica, quella degli strumenti di sviluppo.

“Abbiamo compilatori ed altri strumenti di sviluppo che girano su HP-UX, ma il settore dove effettivamente impieghiamo numerosi dei nostri strumenti di sviluppo è quello dei tools di cross-compilazione basati su Linux,” ha dichiarato Brian Cox, direttore mondiale del BCS software marketing per HP. “Così sviluppiamo su Linux ed effettuiamo il deploy su HP-UX.”

Cox ha aggiunto che HP è un gran sostenitore di Linux. “Quella community sta compiendo delle grandi innovazioni, quindi perchè non sostenerla,” ha detto. “Perchè combatterla e creare il proprio ambiente di sviluppo proprietario quando c’è già lì fuori in open source.”

Una notevole quantità di sviluppo avviene su HP-UX. Cox ha commentato che anno dopo anno HP vede una crescita del 36% negli applicativi di software vendor indipendenti su HP-UX 11i che girano su server Integrity. Si tratta in parte ancora di porting di applicativi dalla vecchia architettura RISC a Integrity, ma c’è anche una aggiunta di applicativi nuovi.

HP-UX 11i v3 è stato rilasciato inizialmente nel febbraio 2007. La prossima release maggiore, HP-UX 11i v4, non è attesa prima del 2010. Invece il prossimo aggiornamento, denominato Vibrancy, è atteso nel corso di questo anno. Al momento HP non ha progetti per un HP-UX versione 12. La compagnia supporterà la 11i v3 fino ad almeno il 2017.

Articolo originale su InterNetNews

IBM Lx86 : Applicativi Linux su server Power

La funzione di IBM definita Lx86, che sarà inclusa nel software di virtualizzazione IBM PowerVM, consente agli applicativi Linux x86 di girare su server IBM pSeries basati su processore PowerPC senza modifiche.

“Questo semplificherà la server consolidation di sistemi Unix e Linux”, ha detto Scott Handy, vice presidente della sezione marketing e strategie per gli IBM pSeries. “Eseguire applicativi Linux nell’ambiente Unix può ridurre il costo della server consolidation ed i consumi di energia, e incrementare lo sfruttamento dell’asset”.

Il sistema identificherà automaticamente ed eseguirà i binari Linux disegnati per ambienti x86.

“Lx86 è un modo per dire ‘qualunque cosa tu abbia, può essere eseguita’”, ha detto Scott Handy.

Lx86 sarà uno strumento utile a coloro che intendono migrare da sistemi Linux ad altri sistemi IBM. La compagnia offre sui suoi server sia Linux che Unix.

La funzione sarà inclusa in tutte le edizioni della piattaforma IBM PowerVM, che è stata anche rinominata dal precedente “Advanced Power Virtualization”.

Il software adesso include una edizione Express indirizzata a piccole e medie azienda. Esso consente di creare fino a tre partizioni su un server e controlla l’uso dei cicli di processore per ottenere prestazioni ottimali.

Articolo originale su Xinhuanet

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