OpenSolaris tramonta

arctic_ice_pack_at_sunset_canadaAlla fine qualche notizia (semiufficiale) da Oracle riguardo OpenSolaris è arrivata, e non è buona.

Pochi giorni fa un memo interno è stato intercettato ed è stato pubblicato su internet da vari blogger e riviste del settore. In buona sostanza Oracle comunica le sue intenzioni riguardo Solaris 11, e di riflesso rivela che non ci sarà più rilascio di sorgenti sotto licenza CDDL in tempo reale per poter essere inclusi nel progetto OpenSolaris.

Certo, il progetto non viene ufficialmente chiuso, ma se non arriverà più l’intero flusso del kernel in formato sorgente completo e totalmente riutilizzabile, non è pensabile che OpenSolaris possa progredire in maniera rapida ed efficace.

Dalla lettura del memo si percepisce anche che Oracle considera OpenSolaris in qualche modo una concorrenza a costo zero al proprio Solaris Enterprise, e quindi preferisce non alimentarne in maniera concreta il successo.

Oracle annuncia anche che metterà a disposizione del pubblico Solaris 11 Express, distribuito in forma binaria gratuitamente sotto licenza RTU per sviluppatori

SPARC – Il futuro che non c’era e non c’è

sparc-rockDall’articolo di un blogger con 16 anni di esperienza nel mondo Solaris/SPARC, e che ha partecipato all’Oracle OpenWorld appena tenutosi, apprendiamo purtroppo senza molto stupore che non sembrano esserci roadmap incoraggianti per il futuro dell’architettura SPARC dopo l’acquisizione di Sun da parte di Oracle.

L’architettura T3, che era in sviluppo fin da prima dell’acquisizione, con il suo core Niagara, è basata essenzialmente su UltraSPARC IIi, ed è indietro di almeno una generazione rispetto alle soluzioni correnti. Tanto per fare un paragone, gli attuali processori per PC Desktop sono costruiti su processo di miniaturizzazione a 32nm, mentre il T3 è costruito a 40nm.

Il processo di sviluppo della serie T è di circa 24 mesi, ed il T3 è stato completato all’incirca a luglio 2010, dopo essere stato avviato nel 2008 prima dell’acquisizione di Sun. Il passaggio da T2 a T3 non ha portato significativi passi avanti dal punto di vista architetturale – a conti fatti si è trattato essenzialmente di “infilare due T2 sullo stesso die”, con piccole migliorie incrementali.

Per non parlare del mitico processore “Rock”, che già alla fine del 2008 aveva visto tagliare tutte le feature speciali dal proprio programma di sviluppo, e ciò che ne rimaneva aveva consumi non competitivi. 17KW di consumo stimati per il sistema in versione high end, con blade 10U, 8 socket, 64 thread, clock a 2Ghz e 1TB di ram. Il tutto con prestazioni che non arrivavano nemmeno ad essere risibili.

Dall’Oracle OpenWorld non è emersa nessuna roadmap SPARC che non fosse una iperbole riferita sempre al T3. Dal 2008 non c’e’ stata più nessuna roadmap SPARC legittima, coerente o per lo meno credibile, e l’unica cosa vista da qualcuno è stata la roadmap a 5 anni di Fujitsu sullo SPARC64, che si esaurisce nel 2011.

Anche per Fujitsu non si prospetta un grande futuro, considerato che la disponibilità di un sistema operativo per il suo hardware dipende interamente da un accordo solido con Oracle per il licensing Solaris. Senza accordo l’hardware Fujitsu non ha alcun sistema operativo, e dato che adesso anche HP e Dell hanno licenze OEM per Solaris, i clienti hanno più di una ragione per dubitare sul futuro dell’hardware Fujitsu.

In un webcast tenuto da Oracle in Agosto si è vista una slide che mostrava uno “SPARC 1-64 socket” dopo il 2012 fino al 2016, ma definire il tutto come “vago” è persino riduttivo. Non c’erano specifiche e non si capisce da dove questi processori dovrebbero arrivare. Questo perchè già diverso tempo fa Sun aveva disperso tutte le esperienze ingegneristiche che avevano reso l’UltraSPARC una forza con cui competere. In pratica allo stato attuale non c’e’ più in Oracle/Sun un team di ingegneri che sia in grado di progettare processori competitivi.

Ad Oracle non piace SPARC, e ha chiarito abbondantemente che non c’e’ spazio per SPARC in azienda. Tuttavia abbandonare l’architettura significa perdere i clienti governativi e del mondo della finanza ad un tasso persino più rapido di quanto li stava perdendo Sun prima della fusione. L’unico motivo per cui il trend è andato in pareggio è il fatto che tutti quelli che potevano tirare il grilletto l’hanno già fatto, e ora rimangono solo le migrazioni difficili e i clienti ad alta resistenza al cambiamento. Ma Oracle non vuole mantenere questi clienti su SPARC, piuttosto vuole portarle su Exadata + Exalogic, e farà pressione perchè ciò avvenga. Da notare che Oracle pone talmente poco affidamento su SPARC da aver basato i suoi stessi sistemi Exadata/Exalogic su processori Intel Xeon.

Quindi l’unica conclusione logica è che SPARC è morto e non ha futuro. Fujitsu non ne ha voluto parlare, ed a buon conto. Non sembrano esserci piani futuri oltre allo SPARC64 VIIIfx, e con la crescente spinta verso l’efficienza, le sue necessità di raffreddamento ad acqua nel suo stato di design attuale significano che i clienti enterprise non lo vorranno. E’ stato lasciato indietro con un rapporto potenza:prestazioni risalente all’era degli anni ’90, che appare peggiore ad ogni giorno che passa, e a cui ancora mancano feature basilari come il throttling e lo spegnimento dei processori idle/inutilizzati, che sono considerate standard imprescindibili persino su sistemi a 32 socket.

E’ stata una bella corsa finchè è durata. Addio SPARC 🙁

OpenSolaris potrebbe morire?

Così sembrerebbe dato che dalle ultime posizioni di Oracle, il concetto principe di OpenSource verrebbe a mancare.

A quanto pare Oracle ha deciso di dare la sua versione aziendale del s.o. Unix Oracle Solaris in una versione trial liberamente scaricabile a patto di acquistare successivamente una licenza di supporto. Ma non è questo il problema. Sembra che Oracle non sia più intenzionata a rilasciare il codice sorgente di alcune delle tecnologie presenti su Solaris eliminandole di fatto dalla versione mantenuta dalla comunità. Di fatto sembra che già da venerdì scorso non vi sia più alcun contributo di Oracle nella release Wonderland v0.5 Preview 3 che vedrà la luce a breve.

Solaris unisce HP e Sun

Ricordate questa notizia? Non se ne è più parlato, ma sembra che qualcosa continui a muoversi nei sotterranei di HP e Sun. Infatti in questi giorni esce la notizia che le due grandi aziende hanno raggiunto un accordo per la distribuzione di Solaris 10 su piattaforma Proliant e blade server dell’HP. Inoltre è previsto un piano di collaborazione per integrare Solaris e il software Insight della HP, in uno sforzo che dovrebbe portare al raggiungimento di maggiore sicurezza ed usabilità.

Questo accordo fa seguito a quelli già stipulati da Sun con Dell e IBM, e fa sì che Solaris sia adesso disponibile su una vasta scelta di piattaforme, per una considerevole porzione di mercato. Secondo Gartner, Dell, HP, IBM e Sun rappresentano i tre quarti del totale dei server venduti nell’ultima parte del 2008, ed HP è quella che ha consegnato il maggior numero di unità.

Nexenta 2.0beta2

E’ disponibile la seconda beta del progetto Nexenta, distribuzione basata sull’unione di un repository Ubuntu con il kernel OpenSolaris.

Questa seconda beta comprende ovviamente molti bugfix rispetto alla prima, e si basa sulla build 104+ di OpenSolaris comprensivo delle patch più importanti. Il numero dei pacchetti compresi nel repository, che è basato su quello di Ubuntu 8.04 LTS ‘Hardy Heron’, è salito a 13000. E’ stata anche realizzata l’integrazione di servizi quali Apache, MySQL, PostgreSQL ed Exim nella struttura SMF di Solaris.

Come di consueto, ecco le coordinate per il download: nexenta-core-platform_2.0-b104-beta2_x86.iso.zip (440MB).

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