OpenSolaris potrebbe morire?

Così sembrerebbe dato che dalle ultime posizioni di Oracle, il concetto principe di OpenSource verrebbe a mancare.

A quanto pare Oracle ha deciso di dare la sua versione aziendale del s.o. Unix Oracle Solaris in una versione trial liberamente scaricabile a patto di acquistare successivamente una licenza di supporto. Ma non è questo il problema. Sembra che Oracle non sia più intenzionata a rilasciare il codice sorgente di alcune delle tecnologie presenti su Solaris eliminandole di fatto dalla versione mantenuta dalla comunità. Di fatto sembra che già da venerdì scorso non vi sia più alcun contributo di Oracle nella release Wonderland v0.5 Preview 3 che vedrà la luce a breve.

Tempi bui per OpenSolaris

In questi giorni si son appresi i piani di sviluppo di Oracle per i prodotti opensource come openoffice.org e Java, oramai di sua proprietà data l’acquisizione di Sun Microsystem.

Da questi piani manca qualcosa. Sembra che Oracle si sia dimenticata di OpenSolaris e di questo se ne sono accorti in tanti, in primis gli sviluppatori.

Ben Rockwood, evangelist di OpenSolaris, ha quindi scritto una lettera aperta a Oracle nella quale chiede spiegazioni in merito allo sviluppo ed al supporto di OpenSolaris oltre che di Solaris stesso, giunto alla versione 10, ma di cui a questo punto si dubita il raggiungimento della 11. Lettera che è rimasta morta..

Ad essa ha fatto seguito il disappunto di Peter Tribble, il quale aveva chiesto ad Oracle un canale di comunicazione tra lo staff di Sun e l’OBG, richiesta andata a vuoto data la mancanza di almeno un cenno da parte di Oracle. Infatti Peter si chiede: “I’ve no doubt that Oracle are very busy, but not even bothering to say hello?

A tutto questo si aggiunge un messaggio in mailing list di un responsabile della società Statunitense nel quale spiega che attualmente Oracle sta studiando tutte le tecnologie ed i prodotti acquisiti con Sun e sulle quali dovrà decidere il da farsi: mantenerle o meno.

In fondo c’è da dire che Oracle ora si trova a gestire 3 sistemi operativi, una versione personalizzata di RHEL, Solaris ed Opensolaris. Inoltre Oracle attualmente è fortemente centralizzata su Linux: le piattaforme di sviluppo e di test dei suoi prodotti sono infatti tutte basate sudi esso; se a questo si aggiunge il fatto che Oracle è una delle maggiori aziende contributrici di Linux, nonché la mamma del filesystem btrfs (concorrente di ZFS), ci si accorge di quante poche speranze possa avere OpenSolaris.

Minix? 2,5 Milioni di ¤

A tanto ammonta la cifra stanziata per lo sviluppo di un sistema operativo più stabile e sicuro.

La scelta è ricaduta su Minix ed il progetto, che fa capo a Andrew S. Tanenbaum, mira a migliorarne l’attuale struttura rendendolo addirittura in grado di “autoripararsi”. Tale cifra cmq garantirà lo sviluppo per i prossimi cinque anni.

Chi fosse interessato al progetto, qui la relativa proposta.