Rilasciato FreeBSD 7.1

Ed ecco che, come già era nell’aria in questi giorni a cavallo con l’inizio dell’anno, arriva FreeBSD 7.1. L’annuncio ufficiale ci rivela le principali novità, che riguardano sia aspetti evidenti che interni al funzionamento del sistema: l’adozione dello scheduler ULE come default nel kernel GENERIC nelle architetture x86 e amd64, il quale aumenta le prestazioni in sistemi multi core; è stato importato da OpenSolaris il supporto per l’uso di Dtrace all’interno del kernel; è stato adottato un nuovo client NFS Lock Manager; diverse modifiche al bootloader adesso consentono tra l’altro di effettuare il boot da periferiche USB e dotate di label GPT; sono stati aggiunti comandi che consentono il CPU binding, grouping e assigment; sono stati aggiornati KDE e GNOME alla 3.5.10 e alla 2.22.3; le release per le architetture x86 e amd64 vengono distribuite in supporto di dimensione DVD. Vi sono ovviamente molte altre novità e bugfix, per i quali è possibile consultare i vari documenti online allegati al rilascio. Per chi vuole scaricare l’ISO del sistema, questi sono gli url: Download (torrents): 7.1-RELEASE-i386-dvd1.iso.gz (1,808MB, MD5, torrent), 7.1-RELEASE-amd64-dvd1.iso.gz (1,806MB, MD5)

Rilasciato FreeBSD 7.2-BETA1

E’ stato rilasciato il 2 aprile FreeBSD 7.2-BETA1.

Il target principale di questa versione di testing sembra essere quello della risoluzione di svariati bug relativi alle librerie di threading recentemente introdotte, e anche alcuni aggiornamenti ai driver di networking come il bce(4).

Secondo la pianificazione ufficiale del rilascio, alla quale il team di sviluppo si attiene scrupolosamente, la versione 7.2 ufficiale dovrebbe vedere la luce intorno alla metà o la fine del prossimo mese di maggio.

Rilasciato FreeBSD 7.2

Logo FreeBSDIl fratello maggiore non poteva certo essere da meno dei fratelli minori, e quindi dopo pochi giorni dall’uscita delle nuove versioni di NetBSD e OpenBSD, anche FreeBSD si aggiunge alla lista, con la release 7.2.

Già nelle settimane e nei mesi scorsi erano state rilasciate alcune Release Candidate, e questa nuova versione introduce alcune nuove caratteristiche nel branch 7: il supporto per l’uso pienamente trasparente delle superpages nella memoria delle applicazioni, il supporto per indirizzi multipli IPv4 e IPv6 all’interno delle jails, csup(4) è ora in grado di scaricare un intero repository CVS, Gnome è stato aggiornato alla versione 2.26 e KDE alla 4.2.2, il port spac64 supporta i processori UltraSPARC-III, e svariate altre cose che è possibile leggere nelle note ufficiali di rilascio.

FreeBSD è disponibile per le architetture md64, i386, ia64, pc98, powerpc e sparc64. Questi i link per il download delle ISO relative alle piattaforme più diffuse: 7.2-RELEASE-i386-dvd1.iso.gz (1,946MB, MD5, torrent), 7.2-RELEASE-amd64-dvd1.iso.gz (2.009MB, MD5, torrent).

Debian promuove FreeBSD. Fuga da Linux?

debkfreebsdNon è una notizia nuovissima: ai primi di ottobre il team Debian, una delle più importati distribuzioni Linux, e quella che fa da portabandiera per il movimento GNU, ha annunciato di aver elevato al rango first-class il proprio port basato su KFreeBSD, ossia il kernel FreeBSD.

E’ già da un po’ che esiste una distribuzione Debian incentrata su kernel FreeBSD anzichè Linux, ma finora è stata un progetto secondario. Da ora invece essa verrà tenuta alla pari della release Linux principale, con lo stesso numero di versione, la stessa priorità nella risoluzione dei bug riscontrati, e se un qualsiasi pacchetto Debian facente parte del core del sistema troverà difficoltà di compilazione o funzionamento su KFreeBSD la cosa sarà considerata “release-critical“, ossia avrà la stessa importanza come se si verificasse sulla versione basata su Linux.

Questo cambiamento potrebbe nascondere le prime avvisaglie dell’intenzione del team Debian di abbandonare Linux e passare a FreeBSD come proprio sistema base. La cosa rappresenterebbe ovviamente un evento non da poco!

Altri che hanno scritto sull’argomento dicono che ultimamente c’è una sempre più consistente migrazione di sviluppatori da Linux a FreeBSD (e Open Solaris), e che Linux non rappresenta più l’unica alternativa gratuita agli Unix commerciali. Ma se questo può essere vero per quanto riguarda OpenSolaris, bisogna dire che invece FreeBSD esiste praticamente da quando esiste Linux (anche da un po’ prima, se consideriamo l’antenato 386BSD), e in questo senso sembrerebbe più motivato un passaggio al kernel OpenSolaris piuttosto che a un kernel che avrebbe potuto essere utilizzato tranquillamente già svariati anni fa.

Inoltre il mondo BSD ha un concetto di licensing fortemente caratterizzante, e c’è sempre stato un grosso contrasto nei confronti della licenza GPL, considerata troppo restrittiva. Le varie distribuzioni *BSD cercano per quanto possibile di sostituire ogni software rilasciato sotto licenza GPL con una controparte sotto licenza BSD. Sebbene probabilmente proprio le caratteristiche di apertura della licenza BSD consentano il matrimonio del kernel FreeBSD con l’ambiente fortemente GNU/GPL di Debian, è più che probabile che la cosa non sia vista particolarmente di buon occhio e sostenuta dagli appassionati (e dagli sviluppatori?) BSD, da sempre fortemente orgogliosi delle proprie utility direttamente derivate dai sorgenti UNIX originali, e del proprio metodo di sviluppo verticistico “a cattedrale” in opposizione al “bazar” tipico di Linux e degli applicativi GNU/GPL.

Rilasciato DragonFly BSD 2.2.1

logo DragonFly BSDIl 26 aprile Matthew Dillon ha annunciato il rilascio della versione 2.2.1 di DragonFly BSD, il sistema derivato da un fork di FreeBSD 4.

Questa versione è essenzialmente una release di bugfix e non introduce particolarità rispetto alla 2.2.0 che ha aperto il nuovo ramo di sviluppo.

Come già citato in precedenza, la punta di diamante di DragonFly BSD 2.2 è la presenza del file system HAMMER, che con le sue caratteristiche avanzate di instant crash recovery, gestione dei volumi multipli, controllo di integrità dei dati, history retention granulare e capacità di mirroring su altri dischi, rappresenta una valida sfida all’osannato ZFS di Sun/Oracle.

A questi link è possibile scaricare le iso di questa nuova versione: dfly-2.2.1_REL.iso.gz (184MB), dfly-gui-2.2.1_REL.iso.gz (516MB).

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