8 commenti

  • Non mi sembra il caso di suggerire come votare! Gran brutta figura…..

    • Opinioni. Io sono per il sì e lo sostengo esplicitamente. Non ho obblighi di neutralità, e non la mantengo.

      In genere il blog è tecnico e non ci sono considerazioni sociopolitiche, anche perchè scrivo in un altro blog dedicato anche a questo, ma per il Referendum mi sento in obbligo di fare un’eccezione anche qui, vista l’immane importanza che ha la cosa per il futuro di tutti.

      Capisco che possa non piacere, ma cio’ nonostante io e UnixPortal siamo per il SI ai referendum.

  • No,non sono opinioni .E’ un bel portale di UNIX e di informatica,non di proposte referendarie su nucleare,acqua giustizia.

    Avrei accettato un appello di sana democrazia x il voto,ma non mi sembra il caso di arrivare a suggerire cosa votare. Credo per serieta’ e responsabilita’,che sarebbe stato opportuno demandare tali materie (che,ripeto,non hanno nulla a che vedere con il tema del sito in questione) nei siti opportuni.

    Sono notevolmente infastidito da questo palese abuso e non e’ una questione se possa piacere o meno.

    • Vabè, innanzitutto il portale è mio e decido io che cosa ci va e non ci va sopra a mio insidacabile giudizio. Un domani potrei decidere di voler cambiare totalmente la linea del sito e mi ritengo nel più totale e assoluto diritto di farlo. 🙂

      La mia posizione è esplicitamente per i si, e ho deciso che valeva la pena infrangere l’astrattezza tecnica e impersonale di questo portale per esprimere il supporto a una cosa di importanza superiore e per la quale CI TENGO a far trasparire la mia adesione tramite tutte le cose che gestisco, sia il mio blog personale, sia UnixPortal, sia i miei altri profili su altri servizi, sia i miei rapporti fisici con le persone ecc.
      In questi casi il numero di persone che si presenta a votare è di importanza cruciale, e se ci può essere anche una sola persona in più che andrà a votare per il SI anche grazie al fatto che ha letto un articolo su UnixPortal e ha speso un minuto in più a pensare, la cosa mi fa contento e orgoglioso. O magari va a votare per il NO perchè legge questo articolo e si sente ulteriormente indignato e infastidito come te, e va bene, pazienza.

      Se ipoteticamente tu gestissi un portale qualsiasi e avessi deciso di postare un articolo in cui sostenevi di andare a votare NO, stai sicuro che non sarei venuto a dirti che non lo dovevi fare perchè non c’entra niente col portale.

      • Bravo,ecco qui il risultato dell’immane importanza che i “si'” hanno avuto sul futuro di tutti:

        Effetti collaterali del referendum: i politici locali possono tornare nelle partecipate

        Le migliaia di sindaci, presidenti di Provincia, assessori e consiglieri che hanno dovuto dire addio all’incarico dopo le elezioni di maggio hanno una seconda chance: per loro si riaprono le porte dei consigli di amministrazione delle società partecipate dalle amministrazioni locali.

        All’indomani di un maxi-turno elettorale, che ha coinvolto il 15% degli enti locali italiani, non è un risultato da poco: tra spoil system e mandati in scadenza naturale, si possono stimare 1.500-2mila posti in palio nei prossimi mesi solo nelle società, all’interno di una partita che in tutti i Comuni e le Province vale oltre 11.500 posti (ce ne sono altri 7mila nei consorzi).

        A offrire una seconda opportunità agli ex politici sono i 25,9 milioni di «sì» vergati domenica e lunedì dagli italiani sul primo quesito referendario, che era intitolato alla «privatizzazione dell’acqua» ma in realtà chiedeva l’abolizione dell’intera disciplina recente dei servizi pubblici locali: con la ‘semi-riforma’ del 2008 e la riscrittura del decreto Ronchi nel 2009, il referendum ha buttato a mare anche tutti i regolamenti attuativi, compreso quello che provava a impedire agli ex politici di ricollocarsi nei consigli di amministrazione delle partecipate.

        Esclusi l’energia e le farmacie, che con un’interpretazione generosa erano stati esonerati dalle nuove regole, tutti gli altri settori vedono riaprirsi a sorpresa una strada ormai considerata chiusa.

        Non che la nuova griglia delle incompatibilità fosse un esempio di particolare severità. Arrivata solo nel settembre 2010, con due anni di ritardo sul calendario previsto che aveva «salvato» i rinnovi legati alle amministrative 2009 e 2010, il regolamento era stato oggetto di un braccio di ferro infinito e di continue riscritture, ma almeno provava ad arginare la prassi del ‘riciclaggio’ societario di ex politici.

        La regola finale era semplice: qualsiasi amministratore locale, in giunta o in consiglio, in maggioranza o in opposizione (per evitare spinte nella carriera favorite da un rovescio elettorale che porta l’ex minoranza a gestire l’ente), avrebbe dovuto fermarsi per almeno tre anni prima di ambire a una poltrona in consiglio di amministrazione.

        La stessa regola, poi doveva applicarsi a chi avesse ricoperto un incarico in una delle 337 Unioni che raggruppano 1.708 Comuni italiani (più di un quinto del totale) e chiudeva le porte dei cda per un triennio anche a chi avesse preso posto in una commissione di gara organizzata dalla stessa società.

        La larga vittoria del «sì» nel primo quesito referendario restituisce libertà totale alle nomine, e cancella anche tutti i limiti alle incompatibilità di ‘secondo livello’, meno visibile rispetto a quello relativo ai consigli di amministrazione ma ugualmente importante per una gestione il più possibile libera da conflitti di interesse.

        Dopo essersi occupato dei cda, infatti, il regolamento cancellato insieme alle norme a cui si riferiva impediva anche di affidare incarichi di gestione dei servizi nelle partecipate agli amministratori e ai dirigenti dell’ente socio, ai loro parenti fino al quarto grado, ai consulenti e ai collaboratori dell’ente locale e a chi avesse partecipato a commissioni di gara. Anche in questo caso, l’incompatibilità sopravviveva per tre anni al mandato politico o all’incarico amministrativo che l’aveva generata.

        Un terzo filtro agiva invece sulle commissioni di gara, e impediva l’accesso a tutti i dipendenti dell’ente e agli ex dipendenti usciti dal Comune o dalla Provincia negli ultimi due anni. Cancellata, infine, anche una norma entrata anche nell’agenda dei vari provvedimenti ‘anti-corruzione’ discussi ma mai approvati nell’ultimo anno, che avrebbe escluso dalle commissioni di gara chiunque avesse concorso, in base a una sentenza non sospesa, ad atti illegittimi in precedenti selezioni.

        Dopo questa sforbiciata, l’unica incompatibilità di peso che rimane in vigore nell’ordinamento delle partecipate è quella introdotta nel 2007, che impedisce di far sedere nei cda chi ha chiuso bilanci in perdita negli ultimi tre anni. La regola, introdotta dall’allora ministro per gli Affari regionali e Autonomie locali, Linda Lanzillotta, all’inizio aveva creato un dibattito acceso ma è poi stata progressivamente attenuata, sbarrando la strada per esempio ai soli amministratori protagonisti di bilanci con perdite crescenti, e appare ora praticamente accantonata nella prassi degli enti locali (e dei loro controllori).

        fonte:
        http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-06-14/effetti-collaterali-referendum-politici-215841.shtml

        Questa e’ la politica.Per fortuna l’informatica e’ altra cosa.Ma qualcuno non vede la differenza.
        Fate voi.Bravi!

  • Personalmente ritengo che sia nelle disponibilità del proprietario o amministratore o quello che è di un mezzo mediatico utilizzarlo per sensibilizzare persone alla propria opinione anche se questo comporta un offtopic, per altro indicato.

    D’altronde non mi pare ci si lamenti quando questo lo fanno persone che vengono addirittura pagate dal popolo per mantenere un barlume di neutralità. Vedi RAI.

    Io credo che quello che tu scrivi Giacomo, se mi permetti di darti del tu, sia solo uno dei punti di vista. Legittimo tanto quanto gli altri.

    Di certo, personalmente, prendendo in analisi uno degli altri due referendum, quello sul nucleare per esempio, posso dirti che non sono contrario a priori al nucleare.

    Ma quando vedo in Italia lo scempio che viene compiuto ogni giorno da amministrazioni compiacenti, furbetti del quartierino o quartierone, e ogni sorta di cecità e connivenza, bhe faccio di tutto per non far riaprire il discorso nucleare in Italia. Ancorchè un discorso scientifico, è un discorso di costume. Non molti giorni fa è esplosa la raffineria di Priolo, per non parlare del rogo Thyssen e ultimo, ma non ultimo, della casa dello studente all’Aquila (io sono abruzzese) crollata anche perchè il cemento era stato impastato con sabbia di mare.
    A questa politica, a questa capacità di controllo, a questa capacità di fare giustizia e punire i responsabili, non me la sento di affidare un discorso di controllo di una forza come quella nucleare. Proprio no.

    Il problema dell’Italia in questo senso è l’impunità. A cominciare dalla SCUSA del legittimo impedimento.

    Per questo io ho votato due no.

    Ovviamente questo è il mio punto di vista, tu che immagino voterai a destra sosterrai che Berlusconi è un perseguitato. Perchè il tuo discorso, mi dispiace dirtelo, non è un discorso di carattere generale di filosofia della politica, ma semplicemente appare come l’offesa personale di chi vota dall’altra parte.

    That’s all

  • Cliffo,beh vedendo i risultati pratici dei referendum rispetto alla frase “vista l’immane importanza che ha la cosa per il futuro di tutti” meglio soprassedere.
    Commento neutro e tardivo il tuo,che sa tanto di riparazione.Comunque ai lettori lasciamo farsi la loro opinione in merito.Saluti.

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