L’antica questione “A chi appartiene Linux?” è ormai vicina alla conclusione

La lunga battaglia legale sulla proprietà di Linux è più vicina che mai alla conclusione, dopo che un collegio di tre giudici ha stabilito che la richiesta di risarcimento contro IBM e Red Hat non è valida e che i termini per ulteriori azioni legali sono scaduti.

La storia inizia nel 1998, quando IBM decise che il mondo aveva bisogno di un’unica versione di UNIX in grado di funzionare su diverse architetture di processori. Per realizzare questo obiettivo, Big Blue si alleò con una società chiamata Santa Cruz Operation (SCO), che aveva sviluppato una versione di UNIX per CPU x86. Anche Intel e Sequent aderirono al progetto multi-architettura, denominato “Project Monterey”.

L’alleanza non funzionò, principalmente perché Linux arrivò con un sistema *Nix in grado di funzionare su più processori (e introdusse un nuovo modo di sviluppare software).

IBM decise di integrare parte del codice sviluppato durante il Project Monterey in Linux, portando SCO e i suoi successori legali a rivendicare la proprietà di tale codice e, di conseguenza, un qualche diritto legale su Linux.

Si tratta di un potenziale premio considerevole, considerando che Linux è in esecuzione su miliardi di dispositivi. Per capire il perché, basti pensare che Huawei possiede brevetti che le fruttano 0,50 dollari per ogni dispositivo che utilizza il suo protocollo Wi-Fi 7. Se è possibile ottenere 50 centesimi solo per il Wi-Fi, le royalty derivanti da Linux potrebbero essere decisamente superiori.

Nel 2021, un erede di SCO ha raggiunto un accordo con IBM per 14,25 milioni di dollari, una somma che riflette il fatto che SCO per anni non era riuscita a produrre prove concrete a sostegno delle proprie affermazioni.

Un altro successore legale di SCO, Xinuos, ha presentato una nuova richiesta di risarcimento sostenendo che IBM avrebbe dovuto essere ritenuta responsabile perché Big Blue sapeva di non essere proprietaria del codice sorgente di Linux, ma di possedere invece una licenza non esclusiva per il suo utilizzo. Xinuos ha sostenuto che, con il contributo di IBM al codice del Project Monterey per Linux, IBM aveva violato tale licenza.

Xinuos ha infine portato la questione dinanzi alla Corte Distrettuale degli Stati Uniti per il Distretto Meridionale di New York, senza però riuscire a convincerla che IBM e Red Hat avessero un caso da risolvere. Xinuos ha presentato appello e il 10 agosto la Corte d’Appello degli Stati Uniti per il Secondo Circuito ha deciso di non riesaminare la sentenza della Corte Distrettuale, concordando sul fatto che, in base alla normativa originaria che regolava il Project Monterey, era ormai troppo tardi per riaprire la questione. La Corte d’Appello ha inoltre concordato sul fatto che Xinuos abbia tentato di presentare il caso come una questione di licenze, fallendo nel suo intento, e abbia invece sostenuto che la questione riguardasse in realtà la proprietà.

Ma non è tutto: Xinuos intende presentare una richiesta di riesame del caso da parte dell’intera Corte d’Appello.

Questo accade molto raramente, a meno che la Corte non riscontri errori significativi o importanti questioni legali che giustifichino un riesame. Lo studio legale Kaplan afferma che la Corte d’Appello del Secondo Circuito ha ammesso il riesame di meno dello 0,03% dei casi trattati. Quindi, forse, la questione è ormai vicina a una risoluzione definitiva.

Articolo originale su The Register

Recuperati i nastri di UNIX V4

Quasi due mesi fa è stato ritrovato un nastro contenente UNIX v4. È stato inviato al Computer History Museum, dove bitsavers.org si sarebbe occupato dell’ulteriore gestione del nastro, processo ora completato.

È possibile scaricare il contenuto del nastro da Archive.org, che purtroppo al momento è inattivo, mentre squoze.net ha un file readme con le istruzioni su come eseguire la copia di UNIX v4 recuperata dal nastro.

Ritrovata copia di UNIX V4 ai Bell Labs

Il ricercatore Rob Ricci ha annunciato su Mastodon di aver ritrovato insieme ai suoi colleghi presso l’Università dello Utah un nastro contenente quella che molto probabilmente è l’unica copia esistente di UNIX Fourth Edition, detto anche UNIX V4.

Si tratta della prima versione di UNIX riscritta in C nel 1973, dopo che Dennis Ritchie e Brian Kernighan misero a punto il linguaggio.

Il nastro è rimasto nel magazzino di uno degli uffici dell’università per più di 50 anni. Dopo il ritrovamento verrà consegnato al Computer History Museum nella speranza che possa essere letto e riscoperto. Un evento davvero straordinario!

Brian Kernighan su Rust, Distribuzioni e NixOS

Durante una intervista rilasciata da Brian Kernighan, durante la quale ha affrontato vari argomenti relativi a Unix, la sua storia e la sua evoluzione, si è parlato in maniera simpatica e informale anche di alcuni argomenti che vanno per la maggiore ultimamente come ad esempio la tendenza a voler sostituire il C con Rust – per via della maggiore sicurezza nella gestione della memoria -, la relazione di Brian con le distribuzioni Linux e il crescente interesse per quelle immutabili come NixOS. Mettetevi comodi e godetevela!

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