FreeBSD

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FreeBSD è un sistema operativo Unix-like discendente dalla Berkeley Software Distribution (BSD). Utilizzato soprattutto in ambito server, FreeBSD consente l’hosting di numerosi siti web sulla stessa macchina, anche centinaia di migliaia. Questo è dovuto alla stabilità e scalabilità della parte di networking di FreeBSD. Grande attenzione è posta inoltre alle problematiche di sicurezza, ed attualmente sono disponibili tre sistemi di firewall: IPFW, IPFilter e PF, integrato nel sistema dalla versione 6.0.
Nonostante debba la sua fama soprattutto a questo, FreeBSD può essere benissimo usato come sistema operativo desktop. Migliaia sono infatti le applicazioni disponibili tramite i ports, il sistema di gestione pacchetti di FreeBSD, e tra di esse si trovano browser internet, ambienti grafici integrati, suite per ufficio, lettori multimediali e molto altro.

Storia
Il suo nome si deve a David Greenman ed il tutto ha origine all’inizio del 1993 come evoluzione dell'”Unofficial 386BSD Patchkit” ad opera di Nate William, Rod Grimes e Jordan Hubbard. La sua prima diffusione su CD-Rom avvene alla fine dello stesso 93 (FreeBSD 1.0), ma subì un colpo di arresto nel corso dell’anno successivo, a causa di una diatriba legale tra l’università di Berkeley e la Novell, dovuta alla presenza di codice del sistema 4.3BSD-Lite, conosciuto anche come “Net/2”, su cui FreeBSD era basato. Infatti il codice in questione, originalmente prodotto da AT&T, era poi stato acquistato da Novell, che ne rivendicava la proprietà nei confronti dell’università di Berkeley. In realtà le due parti in causa raggiunsero un accordo perché gran parte del codice che BSD aveva preso dallo UNIX di AT&T, era stato ampiamente modificato, se non completamente riscritto. FreeBSD doveva comunque eliminare le porzioni di codice prese dal sistema proprietario. La sfida era particolarmente impegnativa: buona parte del codice andava riscritta. Tuttavia già nel novembre dello stesso anno vedeva la luce FreeBSD 2.0, versione ancora piuttosto instabile ma libera dai vincoli di proprietà sul codice. Si susseguirono poi altre versioni intermedie di miglioramento: la 3.x (Ottobre 1998), la 4.x (Marzo 2000) la 5.x (2003) fino ad arrivare alla 6.x (2005).

Port Collection
La Collezione dei Port e dei Package di FreeBSD offre un modo semplice di installare le applicazioni per gli utenti e gli amministratori. Attualmente ci sono diverse migliaia di port disponibili.
I ports in effetti liberano l’utente dal problema delle dipendenze relative ai pacchetti, cioè il complesso di altri programmi e librerie necessari per assicurare il corretto funzionamento sulla macchina del programma che stiamo installando; pertanto, installando un programma tramite l’albero dei ports, verranno scaricati i sorgenti più aggiornati del programma stesso, e non il suo eseguibile binario, ed anche i sorgenti aggiornati di tutti i programmi dai quali esso dipende; successivamente i programmi vengono ricompilati ex novo sulla macchina dell’utente ed installati nelle corrette directory pronti per l’uso. Una gestione simile si ha nelle distribuzioni Gentoo e Arch Linux.
La Collezione dei Port supporta l’ultima release dei rami FreeBSD-CURRENT e FreeBSD-STABLE. Le release precedenti non sono supportate e possono o non possono funzionare correttamente con una collezioni dei port aggiornata. Col tempo, le modifiche alla collezione dei port possono basarsi su funzionalità non presenti nelle vecchie release. Quando possibile, si cerca di non rompere il supporto alle release recenti, ma talvolta non è possibile. Quando accade, le patch inviate dalla comunità utenti per mantenere il supporto alle vecchie release vengono solitamente accettate.
Ogni ‘port’ elencato qui contiene tutte le patch necessarie per rendere il codice sorgente dell’applicazione originale compilabile ed eseguibile sotto FreeBSD. Installare un’applicazione è semplice: basta scaricare il port, decomprimerlo e digitare make nella directory del port. Tuttavia, il metodo più conveniente (e comune) è scaricare il framework per l’intera lista dei port, installando l’intera gerarchia dei port durante l’installazione di FreeBSD, in modo da avere migliaia di applicazioni pronte per essere installate.
Il Makefile di ogni port scarica automaticamente il codice sorgente dell’applicazione, sia esso presente in un disco locale, in un CD-ROM, o in un sito ftp. Il codice viene decompresso sul sistema, vengono applicate le patch, e viene compilato. Se tutto è andato bene, un semplice make install installerà l’applicazione e la registrerà nel sistema dei package.

Caratteristiche degne di nota
• Multitasking preemptive con adattamento dinamico della priorità per assicurare una condivisione regolare ed equa del computer ad applicazioni e utenti, persino sotto i carichi più pesanti.

• Facility multiutente che permettono a molte persone di usare un sistema FreeBSD contemporaneamente per cose diverse. Questo significa, per esempio, che le periferiche di sistema come stampanti e unità a nastro sono
correttamente condivise tra tutti gli utenti sul sistema o sulla rete e che possono essere posti limiti individuali ad utenti o gruppi di utenti sulla risorsa, proteggendo le risorse di sistema critiche dall’uso eccessivo.

• Un solido sistema di rete TCP/IP con supporto a standard industriali quali SLIP, PPP, NFS, DHCP e NIS. Questo significa che la tua macchina FreeBSD può interagire facilmente con altri sistemi ed anche agire come server aziendale, fornendo funzioni vitali come NFS (accesso remoto ai file) e servizi e-mail oppure mettere la tua organizzazione su Internet con servizi WWW, FTP, routing e firewall (sicurezza).

• La protezione della memoria assicura che le applicazioni (o gli utenti) non possano interferire l’una con l’altra. Una applicazione che andrà in crash non influirà sulle altre in alcun modo.

• FreeBSD è un sistema operativo a 32 bit (64 bit su Alpha Itanium, AMD64, e UltraSPARC) ed è stato progettato come tale sin dall’inizio.

• Lo standard industriale X Window System (X11R6) fornisce una interfaccia grafica utente (GUI) al costo di una comune scheda VGA ed un monitor e viene fornito con i sorgenti.

• Compatibilità binaria con molti programmi sviluppati per Linux, SCO, SVR4, BSDI e NetBSD.

• Nella collezione di port e package per FreeBSD sono disponibili migliaia di applicazioni pronte a partire. Perché cercare sulla rete quando puoi trovare qui tutto quello che ti serve?

• Su Internet sono disponibili migliaia di applicazioni aggiuntive e facili da portare. FreeBSD è compatibile a livello di codice sorgente con la maggior parte dei sistemi UNIX commerciali e così la maggior parte delle
applicazioni richiedono poche modifiche per essere compilate, se non nessuna.

• La memoria virtuale paginata su richiesta e il progetto con “VM/buffer cache” integrati soddisfa efficientemente le applicazioni con grandi appetiti di memoria mantenendo ancora la risposta interattiva per altri utenti.

• Il supporto SMP per macchine con CPU multiple.

• una dotazione completa di strumenti di sviluppo per C, C++, Fortran, e Perl. Sono inoltre disponibili molti linguaggi aggiuntivi per ricerca avanzata e sviluppo nella collezione di port e package.

• Avere il codice sorgente dell’intero sistema significa avere un alto grado di controllo sull’ambiente. Perché essere vincolati ad una soluzione proprietaria alla mercé del tuo fornitore quando puoi avere un sistema veramente aperto?

• Estesa documentazione online.

Licenza
FreeBSD usa una licenza BSD con 2 clausole con una dichiarazione addizionale alla fine che dice che i punti di vista dei contributori non sono politiche ufficiali del progetto FreeBSD. Inoltre usa anche la FreeBSD Documentation License, una licenza simile alla BSD Documentation License che è specifica per la documentazione.

Fonti: Handbook, wikipedia

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