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UnixPortal

Notizie dal mondo UNIX

Archive for settembre, 2009

HP-UX al suo aggiornamento biennale

mercoledì, settembre 30th, 2009

Hewlett Packard sta per rilasciare l’Update 5 di HP-UX, per le linee di server Itanium e PA-RISC Integrity e HP 9000, seguendo il proprio pattern di aggiornamenti ogni due anni del proprio sistema operativo di bandiera.

Come nel caso dei precedenti aggiornamenti, si tratta di cambiamenti importanti per il parco utenti esistente, ma che non attireranno con tutta probabilità  un’orda di nuovi acquirenti, così come non accade per gli aggiornamenti di IBM ad AIX o quelli di Sun Microsystems a Solaris.

Secondo Brian Cox, direttore della pianificazione software e marketing per la Critical Systems division di HP, HP-UX 11i v3 Update 5 include un sostanzioso quantitativo di aggiustamenti fatti dagli ingegneri HP e dalla Symantec, partner per quanto riguarda il journaled file system Veritas, il quale ora può offrire prestazioni più vicine a quelle native dei disk array in una configurazione non-journaled.

Con l’Update 4, il Veritas journaled file system girava a qualcosa tra il 30% e il 50% delle prestazioni di un file system vanilla. Ma con l’Update 5, HP sostiene di aver spinto le prestazioni fino al 99% (Il Veritas file system è integrato nello stack di add-on Virtual Server Environment per HP-UX).

L’Update 5 inoltre ha incorporato lo strumento di sicurezza open source Bastille all’interno del sistema operativo HP-UX. Fin dal 2002 HP lo offriva come add-on, utilizzando la versione Linux e adattandola al proprio sistema. Le più recenti versioni di Bastille gli consentono di rafforzare in maniera automatica un sistema operativo, bloccando porte e altri tipi di accessi non autorizzati.

Cox dichiara che la cosa importante è che attraverso l’incorporamento di Bastille in HP-UX, il sistema operativo adesso rispetta gli standard di sicurezza fissati dal Center for Internet Security, una organizzazione non profit che ha sviluppato test di sicurezza e strumenti per verificare quanto una piattaforma sia sicura contro gli attacchi.

HP ha anche migliorato il suo Software Assistant for HP-UX. Con l’Update 3, questo strumento era in grado di consentire a un amministratore di applicare le patch di sicurezza fino a 10 macchine contemporaneamente, a patto che fossero tutti sistem HP-UX 11i della stessa versione e livello di update, anche se i moduli software attivati e l’hardware sottostante erano diversi. Con l’Update 5, il Software Assistant può informare gli amministratori di sistema delle patch necessarie, schedulare ed eseguire gli aggiornamenti su fino a 100 macchine allo stesso tempo.

HP-UX ha adesso anche un bilanciamento di memoria migliorato su macchine NUMA-clustered, come i grandi Superdomes. Le precedenti update implementavano una feature chiamata Locally Optimized Resource Alignment (allineamento risorse ottimizzato localmente), la quale in pratica assicura che i dati necessari ad una system board si trovino allocati vicino ai processori che stanno eseguendo le istruzioni su quei dati.

LORA agisce quindi in maniera simile a una deframmentazione come quella che è stata disponibile sui dischi per decadi. Su un grosso Superdome, il quale ha 128 core e terabyte di memoria sulle sue varie system board, saltellare da una board all’altra per spostare i dati nella memoria principale può ridurre il throughput in maniera sostanziale. Cox dichiara che le recenti modifice agli algoritmi di defrag della memoria di LORA possono aggiungere il 15% di prestazioni al box.

Il Serviceguard clustering add-on per HP-UX, disponibile tramite il pacchetto Virtual Server Environment, offre clustering ad alta affidabilità , e anche esso riceve delle migliorie dalla Update 5. In passato, se si voleva applicare patch a Serviceguard, bisognava disattivare il cluster durante le fasi di ricerca e applicazione delle patch. Adesso, è possibile localizzare e aggiungere le patch al cluster e successivamente effettuare solo un breve riavvio di un lato del cluster per applicare le patch.

Serviceguard ha anche un nuovo strumento di topologia cluster, che è una interfaccia utente grafica che consente agli amministratori di spostare applicazioni e risorse tramite puntatore del mouse e clic invece di dover digitare comandi su una CLI. Nonostante gli amministratori amino le loro interfacce a linea di comando, quando si tratta di cluster, può succedere di commettere errori di digitazione, con gravi danni per un cluster. Tramite lo strumento grafico, si può effettuare un drag and drop delle risorse per dire allo strumento ciò che si intende fare, ed esso digita i comandi senza errori. (Ovviamente è sempre possibile dire allo strumento di fare qualcosa di stupido!)

I clienti con contratti di maintenance su HP-UX o Serviceguard possono ottenere l’Update 5 gratuitamente.

Come notizia secondaria, è stato recentemente evidenziato che HP ha silenziosamente terminato il proprio software di clustering Serviceguard for Linux (SGLX). E’ notevole quanto rumore un vendor possa fare quando espande un proprio prodotto da una piattaforma ad un’altra, e quanto sommessamente agisca invece quando decide di smettere di venderlo. La cosa è venuta alla luce solo per tramite di una email inviata da un rivenditore HP-UX e Linux che chiedeva cosa stava succedendo in merito al prodotto.

Apparentemente la morte di SGLX non era una notizia esagerata, e in effetti HP lo ha terminato in primavera, come si evince da questa nota sul sito HP. In data 27 aprile 2009, per essere precisi.

Secondo Cox, anche se i clienti preferiscono di gran lunga Serviceguard clustering sui loro sistemi chiave HP-UX, ci sono decine di migliaia di clienti che lo usano, e Serviceguard per HP-UX ha una percentuale di penetrazione molto più alta degli add-on di clustering che IBM vende per AIX (HACMP) o di quelli che Sun vende per Solaris. Invece c’erano poche centinaia di utenti che utilizzavano la versione Linux per fare clustering in alta affidabilità sui loro box Integrity. E anche su queste macchine, HP ha scoperto, i clienti tendono a preferire il clustering integrato che viene con le distribuzioni Linux di Red Hat e Novell.

“E’ dura competere con il gratuito”, osserva seccamente Cox.

I clienti hanno fino al 31 ottobre, la fine dell’anno fiscale 2009 di HP, per comprare licenze di Serviceguard for Linux A.11.19, la versione finale che è stata annunciata in precedenza per Red Hat Enterprise Linux 5 e SuSE Linux Enterprise Server 10 e 11. Le release A.11.18 e A.11.19 avranno tre anni di supporto proattivo e due anni aggiuntivi di supporto proattivo limitato con accesso alla knowledgebase.

Articolo originale su The Register

Rilasciato DragonFlyBSD 2.4

sabato, settembre 19th, 2009

logo DragonFly BSDIl 16 settembre è stato rilasciato DragonFlyBSD 2.4.

Matthew Dillon comunica che adesso esistono 3 diverse opzioni: la tradizionale ISO CD, contenente il minimo indispensabile, una ISO DVD che contiene un ambiente X pienamente operativo, e una immagine avviabile per key USB (raccomandata key da almeno 1Gb).

Inoltre per la prima volta viene offerta una ISO 64-bit. Il sistema a 64-bit è pienamente operativo, ma c’é al momento un supporto limitato per pkgsrc.

Dal punto di vista delle novità presenti in questa versione, c’é da notare l’adozione di un file system dinamico (DEVFS) con auto-probing dei block device al posto della tradizionale /dev statica, resa obsoleta per via del cambio di tutti i major e minor numbers.

Adesso è possibile effettuare il boot del sistema da una partizione UFS e non solo HAMMER come in precedenza. Svariati miglioramenti sono stati apportati al supporto per NFS, e, dal punto di vista del supporto hardware, la cosa più rilevante è la implementazione di un driver AHCI nativo con pieno supporto per hot-plug e moltiplicatori di porte.

Qui è possibile consultare l’annuncio dettagliato del rilascio, mentre queste sono le coordinate per il Download (MD5): dfly-gui-2.4.0_REL.iso.gz (722MB), dfly-2.4.0_REL.img.gz (217MB), dfly-amd64-2.4.0_REL.iso.gz (219MB).

Rilasciati DesktopBSD 1.7 e NetBSD 5.0.1

lunedì, settembre 7th, 2009

DesktopBSDOggi è stato annunciato il rilascio di DesktopBSD 1.7.

Il sistema è basato su FreeBSD-7.2-RELEASE-p3 e KDE 3.5.10. Proprio la scelta di rimanere su KDE 3.x differenzia questa distribuzione da PC-BSD, che invece ha compiuto il salto a KDE 4.x. A corredo la consueta serie di aggiornamenti, che comprende X.Org 7.4, OpenOffice.org 3.1.1 e vari altri software. A detta dell’autore si tratta dell’ultima versione che verrà rilasciata, in quanto il suo tempo a disposizione da dedicare allo sviluppo è sempre meno e anche la volontà di proseguire nel mantenimento della distribuzione è venuto a mancare. Bisognerà vedere se qualcun’altro deciderà di prendere in mano il progetto o meno. Questi i link per il download: DesktopBSD-1.7-i386.iso (1,853MB), DesktopBSD-1.7-amd64.iso (1,919MB).

NetBSDRisale invece agli inizi di agosto il rilascio di NetBSD 5.0.1, ma ho voluto aspettare l’uscita di altre novità *BSD prima di parlarne, dato che si tratta essenzialmente di una versione di bugfix rispetto alla iniziale 5.0, quindi non sono presenti novità architetturali. Qui è indicato un riassunto dei bug risolti, mentre sul sito ftp ufficiale è possibile scaricare le varie iso per le 42 architetture supportate.


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